Visioni Periferiche, Mostra di Pierre David Cavallari

lunedì23Mar
giovedì30Apr

Dal 23 marzo
VISIONI PERIFERICHE
Mostra di Pierre David Cavallari

In poche parole
“…Quindi prima di dipingere egli deve essere esattamente certo di quel che valga e di quel che significhi il paesaggio scelto, ossia deve averlo vagliato, deve averlo fatto passare attraverso alla propria coscienza, deve averne avuto una rappresentazione interiore prima di darne nel quadro la rappresentazione esteriore. Altrimenti egli è un copista della natura, ed è inutile. Invece egli deve far più del vivo, deve aggiungere al vero sé stesso, scegliendo gli elementi coloristici e gli elementi patetici della realtà così saggiamente che essa nel quadro appaia violenta, imperiosa, necessaria, definitiva. Quando si sente il bisogno di aggiungere una figurina umana, ciò significa che di per sé l’artista non è riuscito a trasfondere nel soggetto morto tutta la sua viva umanità guardi Ruskin, il re. Vi son dei casi…
Devotissimo suo”
Ugo Ojetti

Le ironiche e benevoli correzioni del giornalista e critico d’arte ad un “artista di paesi” – un vedutista (n.d’a.) – dei primi anni del ‘900 illustrano in poche righe quello che Pierre David Cavallari ha in mente quando realizza una sua opera grafica.

Il tratto veloce ed espressivo, i toni caldi degli intonaci scoloriti, l’intreccio dei cavi elettrici e della segnaletica dimenticata sottolineano la grande profondità del suo sguardo, la caccia incessante della vita anche negli orizzonti più dimenticati, o più vicini ad ognuno.

C’è ancora vita su questa Terra! E sono vive le recinzioni sbilenche assediate dalle erbacce, è vivo quel giornale che si stacca dall’asfalto e punta verso il cielo, quella selva di antenne abbandonate sui tetti dei palazzoni, le chiese barocche affiancate dai cassonetti.

Le opere di Pierre Cavallari sono un prisma con il quale vedremo Roma in una prospettiva nuova, con una visione laterale, come guardando i particolari con la coda dell’occhio ed i panorami con il centro dell’iride.